SENTITI DA LONTANO- Dalla Germania alla Francia, Gran Bretagna e Spagna, cosa fa scandalo e cosa no. E il nuovo record di Maradona

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la BBC aveva ricevuto quasi 20.000 messaggi di protesta/ è parolaccia continua/ colpevole di avere tolto la parola a una sua compagna di partito/ il turpiloquio ha invaso la TV / che il numero dei disoccupati / la TV, invece, colleziona scivoloni a ripetizione / violano le norme del "politicamente corretto", non c'è scampo/ il bon ton ha invaso la TV / la BBC aveva ricevuto quasi 20.000 messaggi di appoggio / condividono le norme del "politicamente corretto", non c'è scampo / era un fuori onda e, comunque, da allora, ha evitato altri scivoloni/


ALL’ESTERO LIBERI (QUASI) TUTTI IN TV. QUANTO ALLA POLITICA …

“Con tutto il rispetto, signor presidente del Parlamento, lei è un rotto in c…”. Era l’anno 1984 e il grido di quel giovane deputato verde lasciò di stucco il Bundestag e la Germania tutta. Il deputato era Joschka Fischer, che insultò il democristiano Richard Stücklen, . Dopo questo episodio, in Germania non si ricordano altre grandi cadute di stile. Fischer (ancora lui) una volta si rivolse al cancelliere Helmut Kohl (sovrappeso) dicendo: “È più facile che si dimezzi lei ”. E l’ex cancelliere Helmut Schmidt, Spd, parlando di un politico della Csu che cambiava spesso di posizione, commentò: “Come il toro, che piscia un po’ qui e un po’ lì”.
Ma nella vita pubblica tedesca le regole del gioco, almeno quelle della forma, sono ancora ferree; e, se si . In una recente intervista Thilo Sarrazin, membro del board della Bundesbank, aveva addossato agli immigrati turchi e alle loro difficoltà a integrarsi la responsabilità del deficit di Berlino. Gli si sono stati tolti gli incarichi.
In Gran Bretagna la politica sembra il regno del fair play. . Jonathan Ross, noto conduttore della Bbc, e Russel Brandt, attore comico, un anno fa sono finiti nei guai per uno scherzo telefonico offensivo fatto nel corso di un programma radiofonico (Brandt aveva lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica di un anziano attore della tv, con pesanti allusioni ai rapporti sessuali che avrebbe avuto con la nipote di questi). In pochi giorni e il primo ministro Gordon Brown aveva definito in Parlamento “inaccettabile” l’accaduto. Oggi Brandt non lavora più per la Bbc. Ross invece conduce un nuovo talk show (ma si è dovuto scusare ed è stato mesi senza fare nulla). A febbraio, la figlia di Margaret Thatcher, Carol, fu cacciata dalla bbc per un insulto razzista rivolto al tennista (nero) Jo-Wilfried Tsonga. Quattro mesi dopo l’emittente ha deciso di vietare qualsiasi volgarità fino alle 22, ammonendo: “Chi non si adegua, non lavorerà ancora a lungo con la Bbc”. Così ora rischia grosso Anton Du Beke, altro popolare conduttore che, qualche settimana fa, in diretta ha chiamato paki, abbreviazione dispregiativa di pakistano, la sua partner tv di origine indiana. Anche il principe Harry apostrofò così un commilitone e Buckingham Palace rimediò con un comunicato di scuse.
L’imbarbarimento del linguaggio nella vita pubblica di Francia ricorda un po’ l’Italia. Nicolas Sarkozy, nel 2005, quando era ministro dell’interno, definì racaille (feccia) i giovani in rivolta nella banlieue e, nel febbraio 2008, quando era già presidente, se ne uscì con casse-toi pauvre con (vattene povero stronzo), rivolto a un manifestante. . Ma in tv insulti e risse sono frequenti. Durante l’ultima campagna per le Europee, i giornalisti di France 2 hanno dovuto fermare un feroce scambio - allusioni sessuali incluse – tra il centrista François Bayrou e il verde Daniel Cohn-Bendit. E Tf1 colleziona proteste per il reality pomeridiano Loft Story, dove tra i concorrenti è parolaccia continua.
Anche in Spagna : nei reality e nella prensa del corazón, programmi di gossip, le volgarità sembrano non stupire nessuno. Sconcerta, invece, quando a dimenticare la buona educazione sono i politici, e infatti accade di rado. Fece rumore, nel 2005, il leader indipendentista catalano Josep-Lluis Carod-Rovira, dopo un exploit elettorale: “ En el Psoe están acojonados”. Chissà che ne dicono gli spagnoli, che capiscono senza bisogno di traduzione, dell’ultima sortita di Maradona, ct dell’Argentina. Ai giornalisti che lo criticavano, qualche giorno fa, ha risposto: Que la chupen y sigan chupando
(succhiatelo e continuate a succhiarlo…..). Diego è sempre il numero uno. (a.c.)