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Sibilla della Gherardesca: mai salutare con un "salve"
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L' ESPERTA DI TENDENZE MILANO - Cellulare, quanti delitti si commettono in tuo nome. Racconta Sibilla della Gherardesca: «L' altro giorno una mia amica ha saputo che il marito non era via per lavoro ascoltando in spiaggia la telefonata d' uno sconosciuto che urlava nomi, indirizzi e anche qualche particolare sulla tresca. Non soltanto siamo perseguitati ovunque da
fortissime e stravaganti ma anche da imbarazzanti conversazioni private con dettagli di malattie, accordi di lavoro, problemi ereditari, conquiste sentimentali. Diamine, diamoci una
!». Eccolo un vistoso esempio di maleducazione moderna all' orecchio di tutti: l' uso selvaggio del
. Ma per la nobildonna Sibilla, sorella del noto Gaddo (accompagnatore di Sarah Ferguson), direttrice delle pubbliche relazioni di Pitti Immagine nonché fortunata autrice di «Non si dice piacere. Le buone maniere in azienda come fattore di successo» (Sperling & Kupfer), l' elenco dei comportamenti censurabili secondo il comune senso della socialità sono sempre più numerosi. Signora che cosa la turba di più? «Il
, grazie anche alla tv, ha passato ampiamente il livello di guardia. Dai ragazzini si sentono cose allucinanti e i genitori per fare i giovani li compiacciono aumentando la dose. A confronto i tanto citati, chissà poi perché, scaricatori di porto sono delle
». Qualche esempio di maleducazione stagionale? «Beh in spiaggia si peggiora a vista d' occhio, gridando, mangiando, svestendosi, facendo igiene personale. Senza un minimo di riservatezza». Ma c' è anche qualche
in barca? «Come no? Gente che sale con le scarpe, spreca l' acqua potabile, lascia magliette e cappellini dove gli capita. So di un imprenditore che si è lussato una spalla scivolando su una bottiglietta di crema rovesciata. Lui è finito in ospedale, la responsabile, abbronzata, è stata sbarcata». Nella hit-parade delle cose da non fare che cosa segnala come novità? «Non novità ma comportamenti che stanno diventando purtroppo abitudini. La prima, aberrante, è quella di applaudire ai funerali, quando ci dovrebbe essere il massimo grado di spiritualità. Invece
come nei varietà domenicali». E poi? «Ormai quasi a ogni tavola di ristorante c' è un predone, il tipo cioè che si avventa sui piatti degli altri a caccia di
. Poi pontifica, questo va bene, quest' altro è immangiabile, qui non ci veniamo più e via dicendo». Come andiamo sui saluti? Almeno si saluta ancora? «Meno. Il saluto del giovane al più anziano è un codice sconosciuto del passato. Buon giorno e buona sera non esistono più o quasi. Va molto l' orrendo, impersonale "salve" o il "come sta?" rivolto a un estraneo che quindi si sentirebbe autorizzato a elencare
o problemi con i muratori in casa». Nel suo libro parla delle buone maniere in azienda: quali sono le maleducazioni più ricorrenti quando si lavora? «Ogni
mediamente è interrotto da fax, telefonate, segretarie che passano messaggi. Invece anche se breve, qualsiasi
, con il funzionario come con il giovane rappresentante, dovrebbe dare l' impressione di saper ascoltare. Il benvenuto conta sempre. Terribile esperienza passare per certe reception aziendali dove vedi ragazze masticanti che ti trapassano con lo sguardo e ti lasciano ad aspettare».
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